In origine dovevo andare in Algeria con Giampaolo ma poi non se n'è fatto nulla.
E allora ok al rally, poi non più rally, tagatzu ma non è neanche una tagatzu.
Mah! I kesta ci hanno fatto gradito omaggio di una maglietta della manifestazione definito "Gallura raid".
Giampaolo alla fine si sfila temendo di dover fare una scorpacciata di asparagi ma non volendo andare sovrappeso.
Rimaniamo in 12 ( mica pochi) divisi in 300 due tempi contro il resto del mondo.
I trecentisti sono Franco, Paolino, serjack, Giammarco, Pierpaolo mangiuffo, Peppe.
Nel resto del mondo ci siamo: io (Beta RR 390), Danilo (Suzuki drz400), Nicola (KTM exc530), Emiliano (Beta RR 400), Marcello (Beta RR 450), Giorgio (Honda CRF 300).
Franco inaugura il motore appena rifatto mentre io ho tagliandato la moto, risolto la questione del supporto GPS, montato la gomma posteriore nuova.
Anche gli altri hanno preparato le moto più o meno scrupolosamente.
Giovedì 22 arriviamo tutti in orario, ceniamo e prendiamo possesso delle camere (io con Peppe).
Venerdì 23 prima tappa verso Castelsardo e ritorno.
C'è caldo ma il terreno per fortuna è umido e quindi non c'è polvere.
Dopo trasferimento su asfalto e sterrati scorrevoli ci infiliamo in un single track ormai chiuso dal lentischio con fondo pietroso o con canaletti.
Una palla dove sudo un casino e procediamo a passo d'uomo.
A Castelsardo sosta bar e poi riprendiamo con un passaggio in discesa tra le rocce con uno strapiombo a lato.
La parte più incasinata la faccio scendendo dalla moto.
Poi ci infiliamo in altri single track non banali con vari tratti con scogliere e pietre in salita.
In uno di questi mi salta la catena a causa della perdita del bullone che tiene la cruna guida catena.
Rimessione sesto con un bullone di scorta nella dotazione di Giorgio si riparte.
Inizio a essere stanco.
Alla seconda pietraia mi appoggio e la moto la porta su Giorgio.
Ne approfitto per provare la Honda 300 : rispetto alla mia un altro mondo.
È un mantelaffu senza motore, con sospensioni con la metà della corsa utile e molto più bassa.
Sicuramente più semplice da usare.
Proseguiamo la strada che in prossimità di tempio diventa più scorrevole ma anche infida.
Vado avanti gestendo bene la traccia con il GPS ben visibile ma dopo un po' mi raggiunge Marcello che mi tallona perché non sopporta l'andatura da trattorino.
Dopo un curvone in un tratto con un canalone, gli do strada a sinistra e allargandomi a destra mi slitta il posteriore e finisco a terra.
Ginocchiata importante ma niente di serio.
Mi sovviene che la nuova gomma è buona ma troppo cordina (dovrei abbassare la pressione della lucioli che ho a 0.7).
Marcello mi aspetta e arriviamo a tempio ben dopo gli smanettoni (Nicola, Giammarco e mangiuffo).
La moto di Marcello mette in moto solo con la pedivella.
Ci impiega almeno mezz'ora per capire che la batteria è andata e per fortuna riesce a trovarne una in città.
Dopo cena affronto la tappa più hard di tutto il raid.
Nonostante la stanchezza riesco a chiudere occhio solo dopo le quattro perché Peppe va a manetta per tutta la notte.
Alle tre e mezza lo registro per dieci secondi e invio la registrazione nella chat del gruppo.
L'indomani, pur a corto di sonno riparto.
Mi alleggerisco come abbigliamento perché ieri ho avuto caldo.
Oggi deve essere scorrevole : (unu Catzu).
Ad Arzachena offro da bere perché è il mio compleanno (66! Nettamente il più anziano del gruppo).
Poi scorriamo fino a una mulattiera impestata (un po' pietroni, un po' catena, un po' motocarri, per intenderci).
Mi appoggio alcune volte ma salgo.
Finita una rampa impestata c'è un tratto di duecento metri in rettilineo dove guido in piedi rilassato.
All'improvviso prendo in pieno una roccia nascosta dalla vegetazione.
La moto si punta, si impenna sull'anteriore , supera la roccia ma mi sbilancia e cado di brutto a terra.
Per fortuna tutto ok (penso che mio padre mi ha protetto da lassù).
Non ho tempo di riprendermi che devo rimettere su la moto scendere nel canalone che porta al guado e superare la scogliera che c'è nell'altra sponda.
Sono stanco e guido un po' a schifio.
Comunque passo (meno male che mi alleno e ho maturato un pochino di resistenza).
Finita la mulattiera impestata Danilo annuncia che mi eviterà la tagliafuoco del limbara in discesa (che ho intuito essere cosa seria).
In realtà l eviteremo tutti perché la traccia prevede il transito in un sentiero espressamente vietato alle moto.
Comunque una discesona la avevamo già fatta nel frattempo!
In albergo tutto ok per tutti.
Di notte Peppe parte forte ma poi riesce a dormire senza ripetere la performance del giorno prima.
Riesco a riposare meglio.
Domenica è l'ultimo giorno e quindi scorrevole perché dobbiamo essere a pranzo al Pausania inn e poi partire :(unu Catzu bis).
Dopo una variante alla traccia per i divieti vari, facciamo una vecchia strada, un tempo scorrevole, realizzata con una massicciata in granito e una sovrastruttura in toutvenant.
Il problema è che rispetto ai ricordi di Danilo, le piogge hanno dilavato tutto il toutvenant e scalzato la massicciata.
Il risultato è che la strada scorrevole è diventata il greto di un fiume, in pratica.
Un breve tratto di greto di fiume è divertente, ma quando ne devi fare kilometri diventa una prova fisica di resistenza più che di tecnica.
Io ho fatto una sosta di un minuto più o meno a metà per riposarmi ma l'ho fatta abbastanza bene.
Dopo una simpatica variante in misto CLS, asfalto e sterrati con percorso saliscendi e misto con curve e rettilinei, attacchiamo l'ultimo pezzo che ci porta con una salita simile a quella che da Villasimius porta a Minni Minni, fino a punto panoramico da cui si domina il lago coghinas.
Raggiunta la vetta abbiamo fatto una discesa nel bosco abbastanza pietrosa fino a riagganciare l'ultimo tratto della traccia della prima giornata.
Il giallo della spina nel dito di Marcello che mette in ansia tutto il gruppo, conclude il giro.
Dopo il pranzo e i saluti tutti a casa.
Giorgenne già propone a di tornarci con le bici.
Chissà!?
Scrive Franco:
CRONACA DI UN WEEKEND GALLURESE
Tutto è cominciato con una proposta in chat di partecipare alla Legend. Io ho rilanciato: perché non organizziamo qualcosa in casa visto che abbiamo dei veri artisti nel tracciare percorsi?
Anche se per me questo è un periodo incandescente (ho le scadenze del 31 che incombono) mi sono detto “ma vaffanculo, sto solo lavorando”. Gli amici li vedo sempre meno e qualche giorno fuori vale decisamente più di tante ore davanti al pc.
Il problema vero e che non salivo in moto da mesi. Qualche settimana fa, con Maurizio e Danilo, abbiamo organizzato un'uscita a Monte Paulis per riprendere confidenza. Io partivo da Castiadas, loro da Geremeas.
I primi minuti sono stati scioccanti: non sembravo uno che non faceva enduro da qualche mese, sembravo uno che non aveva mai visto una moto in vita sua! Unu pensionau con cervello, mani e piedi che avevano interrotto ogni comunicazione.
Fortunatamente, dopo qualche ora, qualche neurone ha ripreso servizio e al ritorno ero già meno preoccupato. Dopo una settimana si è deciso di affrontare un'uscita più impegnativa partendo da Poggio per testare la situazione.
Dopo quell’uscita sono stato contattato dal solista delle Frecce Tricolori il quale mi ha chiesto la disponibilità a partecipare ad un evento in compagnia di altri due piloti, uno con la striscia rossa e uno con quella verde. Mancava il terzo per completare la formazione.
Morale: cuscinetto andato, paraolio spappolato, pistone ohiamommia.
Inizia l’avventura ricambi: introvabili e trasporti probabilmente affidati a piccioni viaggiatori (ancora oggi non mi sono arrivati catena, corona e pignone).
Fino all'ultimo non sapevo se sarei riuscito a partire.
Poi, giovedì alle 12.30, arriva la telefonata di Gianni Puzoni: “Vieni, proviamo a metterla in moto”.
Esco vado: la moto parte, quasi non ci credo. Dopo qualche ora, alle 16, Paolino e Sergio mi recuperano col furgone, carichiamo tutto e partiamo all'avventura.
Preparazione: zero. Fiducia nella meccanica: un atto di fede
E invece, fortunatamente, funziona tutto.
Non mi soffermo sui percorsi, già raccontati egregiamente da Maurizio. Posso solo dire che venerdì e sabato mi sono divertito da matti. Domenica, invece, il divertimento ha assunto una forma decisamente più… traumatica!
Sabato, infatti, piegando su un tratto asfaltato, il pneumatico anteriore aveva deciso di liberarsi spontaneamente dei tacchetti laterali (già molto compromessi).
Così domenica, sulle pietre bagnate, mi sono ritrovato con una saponetta al posto della ruota anteriore. Risultato: due separazioni consensuali dalla moto, con atterraggi tutt'altro che eleganti.
Fortunatamente nessun danno fisico, ma la gomma va cambiata immediatamente.
Per il resto, un weekend bello croccante, come piace a noi! Tra cadute, coglionate, prese per il culo, pezzi di moto disseminati lungo i sentieri e polmoni abbandonati sulle salite, con la speranza di recuperarli al ritorno, non ci siamo fatti mancare proprio nulla.
E alla fine, tirando le somme, il bilancio è quasi miracoloso: 12 motociclisti partiti, 12 tornati, nessun ferito e nessuna moto rimasta sul campo.
Considerando l'età media, le condizioni dei mezzi e soprattutto il livello di incoscienza generale, direi che siamo di fronte a un risultato straordinario.
Ma al di là di tutto, la cosa più bella è stata ritrovarsi tra amici, condividere fatica, risate e quella sana dose di coglionaggine che, fortunatamente, non ci abbandona mai.
Grazie davvero a tutti per la splendida compagnia e soprattutto per avermi regalato qualche giorno lontano da questo cazzo di lavoro.
Le scadenze sono ancora lì, le ossa fanno un po' male, la moto ha bisogno di interventi
ma "SONO A POSTO COSI'"
Scrive Nicola:
C’eravamo detti che nel 2026 avremmo fatto il Legend…ma poi la volontà popolare ha spinto per un tour da fare tra di noi e mai scelta fu più azzeccata! Decidiamo per la Gallura, alta Gallura e Danilo si mette a lavoro, quest’anno il mio apporto è minimo si riduce a passare a Danileddu un po di tracce dei tempi in cui lavoravo per Bikevillage…
Maestro di traccia tira fuori tre anelli giusti nella misura, giusti nel livello di asparagi, scorrevoli siamo tutti i giorni!
Il primo giorno sino a Castelsardo corre via veloce a parte un macchione di lentischio che sembra impenetrabile, manco la giungla nel Borneo, ma poi lo vinciamo…il ritorno sarà un pelo più frizzante, roccioso a tratti come nella zona “Kinder sorpresa”…
a tratti ritrovo vecchi percorsi fatti con Valter Pinna.
Ci fermiamo per benza e il pranzo a Sedini, dopo circa un’ora il gruppo di testa torna sulla traccia e riprende pedissequamente il percorso, divertente e mai banale, compresa una bella discesa verticale vicino ai tralicci dell’alta tensione! Alle 17 siamo in hotel! Cena con manicaretti per tutti i gusti, amari e poi a nanna!
Il secondo giorno la parola d’ordine è scorrevolissimo…dopo un po di asfaltini nelle campagne a nord di Tempio ci infiliamo in un privato che purtroppo non porta a niente, torniamo indietro, pezzo di asfalto e poi nella scogliera in discesa croccante al punto giusto, continuiamo tra mulattiere e sterrati super veloci che per le 11.30 siamo già ad Arzachena, benzina e pausetta, birra, caffè e compleanno di Citz e si riparte…sempre sull’onda di scorrevolissimo…appuntamento a Telti per il pranzo…e in effetti si riparte in stile motorally…ma è solo un’illusione…la traccia si infila in un percorso bello segnato dalle moto, guidato con tratti impestati tipo estrema al mondiale… io precedo Mangiuffo che però non molla ed a un incrocio sbaglio e lui s’infila! Lo tallono ma a un certo punto perdo il dado che tiene la
frizione e ciao… per fortuna lo ritrovo tra le pietre (è la seconda volta che succede quest’anno!) e si riparte. Usciamo dall’inferno e finalmente siamo a Telti! Bei taglieri e birra a fiumi e poi si riparte, da lì a tempio la faccenda si fa più scorrevole sino al Limbara…dove quello che era
un sentiero è diventato una mulattiera, ma il passo è spedito e per le 16.30 siamo nuovamente in hotel… dopo la dose serale di manicaretti e amari ci buttiamo in branda. Domani son solo 80 Km, scorrevolissimi……
I sogni son pieni di piste larghe 4 metri, lisce come biliardi, per derapare in libertà…. ma il risveglio sarà brusco…. dopo che usciamo da tempio imbocchiamo la
salita che ci porterà alle antenne…in passato ci saresti salito anche Mini Cooper ribassata…ora è un letto di fiume costellato di massi di tutte le dimensioni, con pendenza indefinibile e tornanti infiniti in successione...le braccia ringraziano!
Finalmente raggiungo la sommità, bacio l’asfalto e comincio a scendere in mezzo alle nuvole, quando ad un tratto devo girare a sinistra per riprendere la terra mi vedo Sergio e Marcello freschi come due tulipani appena sbocciati sul bordo della strada! Hanno tagliato maledetti!!
Non me ne curo e riparto sino ad arrivare all’inizio dell’ignoto, una lunghissima discesa che sulla carta non fa presagire nulla di buono…aspetto e arriva Mangiufo e decidiamo di prendere il sentiero, Mangiufo davanti comincia a bestemmiare è tutto chiuso dai cespugli bagnati, lui ha lo smanicato, pietre sparse e viscide su nascondo ovunque, comincio a sgranare il rosario!
Mi fermo indeciso sul da farsi, Mangiufo non risponde alla radio e nel frattempo arriva Enna, decidiamo di proseguire ormai siamo scesi troppo ma diciamo agli altri di scendere verso Berchidda e cercare un’alternativa…comincio un’altro giro di rosario giusto in tempo per tirarmi la moto in testa e per un pelo non mi spacco una caviglia!
Mando aventi Enne e tra un santo e gradone ritroviamo al strada e Mangiuffo steso ad asciugare al sole! Arriva Danilo e la ciurma, io tornerei a Berchidda, loro vogliono proseguire…e si prosegue, un po di asfalto e poi salitone spaccato a salire, altro sottobosco a scendere e tra un cancello e uno sterrato ci divertiamo un casino smanettando sino a Tempio, in largo anticipo sul pranzo!!
Che dire, week end bellissimo, con un cricca meravigliosa, su un percorso figo con qualche asparago che ha reso l’avventura più piccante!
Ci vediamo a Domusnovas, non mancate!!
Scrive Marcello:
QUELLA SPORCA DOZZINA (Polverosa)
Il programma era noto da mesi...
Raid Gallurese di tre giorni reso comodo da un avvicinamento anticipato dal giovedì.
Comodo quanto azzeccato! Con questa scelta ci aspettavano infatti tre giorni pieni di goduria enduristica.
Arriviamo in autonomia e con tempi assai diversi in albergo .. Hotel dal nome altisonante internazionalizzato con il suffisso INN che di IN aveva solo un sonoro INNculo... Ma tutto sommato accettabile per rapporto crocchera/cibarie/prezzo.
Prendiamo posto dopo aver parcheggiato le moto in una sorta di pilotis adibito a garage.... Prenu Prenu di Royal Enfield ad uso nolo..
Tempi diversi d'arrivo ma concordi per l'ora di cena.. Tutti alle 20.30 eravamo con le gambe sotto il tavolo.. Cena frugale, pasti semplici ma birra e vino abbondanti (pagati sonoramente fuori menù).
Rocambolesca la preparazione delle moto.. Oltre il guaio last minute piuttosto serio sulla beta 300 2T di Franco.. Si poneva la rogna della mia BETA RR450 usata, di così recente acquisto che non ho avuto il tempo di collaudarla a dovere, anzi per nulla.. . Risultato che il cielo ci aiuti.. Ehh.. Tutto sommato si è comportata dignitosamente, generosa con quel motorone 450.. ma irregolare nella carburazione che per fortuna dava grane solo al regime di minimo... costringendomi praticamente ad aprire il gas sempre e oltremisura per riuscire a tenerla accesa.
Un Raid al quale non volevo sottrarmi, occasione questa unica su terreni che credevo diversi rispetto a quelli del sud Sardegna: una lontananza poi che quasi dava il sapore di una trasferta importante. Si girava in Gallura quasi in concomitanza con il Sardegna Legend Rally, sfiorandone spesso i tracciati.
Percorsi in tre giorni tracce (sempre ben ammalgamate da Danilo) mai banali.
Percorsi: Misti, impegnativi, spericolati, ignoti, pericolosi, faticosi, veloci, hard, noiosi mai... Insomma tutti gli ingredienti per quel sano divertimento che ci aspettavamo. Non mancavano le goliardate, le coglionate e i guai motoristici.. Sempre pronti ad essere riparati.. 12 meccanici esperti, dodici sospensionisti, dodici teorici, dodici gommisti, dodici motoristi .. Nella sporca dozzina mancava il carburatorista... Cazzooo..
Tanti bei ricordi restano impressi .. il gruppetto giusto che ti permette tanta strada in sicurezza.. Totalizzati o forse superati i quasi 500 km in due giorni e mezzo.. Il terreno era quanto di più divertente auspicato.
Tre giornate diverse per impegno e terreno con un meteo ottimale che ci affianca nei tre giorni .. Salire al Limbara è sempre una gran goduria con quelle infinitae strade più simili a letti di fiume che ad una vecchia mulattiera ..
Altrettanto bello volare sugli sterratoni di brecciolino percorsi in stile Dirt Track.. Sfiorando i 100 all'ora. (non passi per buono il gps della GoPro di mangiuffo che appare inchiodata sui 50/60) ...
Bella la parte montana attorno al Coghinas, fiancheggiando la nota dimora di L'agnata con i suoi boschi e pietraie .. altrettanto fantastici i percorsi in sottobosco con terreno umido che precedeva l'arrivo a Tempio .. Transitati come furie gli apripista Nicola e Pierpaolo, spesso mi trovavo in apertura sui loro solchi nel secondo gruppetto.. Tallonato da Gianmarco, agevolato dalla guida senza gli impicci della navigazione continua in velocità resa insidiosa dagli occhi stanchi. Resta per me sempre e comunque un bel divertimento... Spassiau come un bimbo di 60anni...
Un abbraccio e un grazie a tutti per le belle giornate trascorse in compagnia.. Entusiasta a tal punto che ne farei una simile ogni mese!!
Scrive Danilo drz:
Il profondo nord, si ci siamo stati, un paio di cavalcate del sole, due 2 giorni pattadesi... ma il nord Sardegna resta, per noi meridionali, un territorio da scoprire.
Lo sforzo organizzativo non può essere ripagato con il solito weekend che si risolve con un sabato pieno e una mezza domenica...
Questa volta si parte il giovedì, e le tappe sono tre, per un consistente chilometraggio di scorribande.
Siamo in 12, molti hanno il gps e, questa volta pure le radio, che si riveleranno una novità rilevante.
Oltre alle innumerevoli segnalazioni tipo: "Chiudere cancello in legno, in ferro, in termosifonio, rete invisibile o muro di proponi...."
Io che chiudevo il trenino ricordo alcune chiamate radio con la testa del gruppo....
"Raga, non si passa cancello chiuso girare i tacchi" oppure, dopo aver visto delle tracce che andavano in altra direzione rispetto alla traccia, chiamo: "Niko, ma avete tagliato?"
Risp.: "No no, siamo in traccia, lungo questa mulattiera bella croccante "....
oppure: "Giorgioo dove sei ?" risp: "Sono in un troiaio, non entrate nella giungla, ripeto, non entrate nella giungla".
Peccato che ci eravamo già entrati, ma abbiamo comunque girato e dopo risaliti cercato e trovato una strada alternativa, che comunque si è rivelata interessante.
In somma, le radio sono utili e anche divertenti. Dobbiamo migliorare nelle dotazioni e uso, ma mai più senza.
Ho poco da aggiungere, mi sono divertito, tutto è andato meglio delle aspettative. Non siamo più pischelli, però ancora ci piace fare gli scemi e cercar guai.
La formula garrellati con base fissa ha indubbi vantaggi, bisogna accontentarsi con i pasti ma in fondo non siamo andati li per vivere emozioni culinarie.
Assolutamente da replicare l’aver tenuto le camere anche la mattina di domenica, consentendoci di fare doccia dopo la sudata dell’ultima tappa e organizzare comodamente la lunga strada di rientro…..
Ora facciamo volare la fantasia e pensiamo alla prossima sconcata…